Tartaruga in casa e in giardino: come accudire quelle di terra e d’acqua
La tartaruga è un rettile affascinante e misterioso, un piccolo testimone di ere lontanissime che spesso entra nelle nostre case suscitando grande simpatia in adulti e bambini. Tuttavia, accogliere uno di questi straordinari animali non è come gestire un peluche: dietro quel guscio robusto e quegli sguardi pacifici si nasconde un mondo di esigenze biologiche ben precise. Sia per le tartarughe di terra che per le dinamiche amanti dell’acqua, non basta garantire una sistemazione di fortuna: occorre ricreare un piccolo angolo di natura idoneo, curato con rispetto, amore e nel pieno rispetto delle normative vigenti.
Troppo spesso si acquistano piccole tartarughine pensando che la loro gestione sia elementare o poco impegnativa. In realtà, accompagnarle verso una vita lunga, serena e in piena salute richiede consapevolezza: dalle giuste dimensioni degli spazi alla preparazione del letargo, fino alla scelta della dieta più naturale.
Tartarughe di terra (Testuggini)
Le specie terrestri più diffuse e affascinanti del nostro territorio, native del magnifico equilibrio mediterraneo, sono la Testudo hermanni e la Testudo graeca. Se allevate in condizioni ottimali e circondate dalle giuste attenzioni, queste splendide testuggini diventano vere e proprie compagne di vita, capaci di vivere per diversi decenni e superare agevolmente i 20-25 cm di lunghezza.
Obblighi normativi e CITES
Prima di accogliere una testuggine di terra, è fondamentale ricordare che le specie nostrane sono tutelate dalla Convenzione di Washington (CITES). Si tratta di animali protetti ed è severamente vietato prelevarli in natura: un gesto che danneggia l’ecosistema e costituisce un reato. Qualsiasi esemplare detenuto in casa o in giardino deve possedere una regolare documentazione CITES che ne certifichi la nascita in un allevamento autorizzato, accompagnata dal relativo microchip identificativo.
L’habitat ideale: giardino o balcone
-
In giardino: È indubbiamente la soluzione migliore per regalar loro una vita appagante. Il recinto esterno deve essere sicuro, delimitato anche in profondità con una rete sottoterra (per evitare che la tartaruga scavi ed esca) e ricco di stimoli: zone d’ombra fresche, cespugli bassi per ripararsi, erbe selvatiche commestibili da brucare e un recipiente d’acqua molto basso e stabile per permettere loro di bere in sicurezza.
-
Sul balcone: L’allevamento sul terrazzo va considerato esclusivamente come una sistemazione temporanea. Se si opta per un grande cassone in legno traspirante (almeno 1,5 x 1 metro), è essenziale riempirlo con un substrato naturale e profondo di terra e torba, assicurando zone di ombra costante e sponde alte e solide per evitare qualsiasi rischio di caduta.

Clima e letargo invernale
Per le testuggini mediterranee, il letargo non è un semplice “sonno”, ma un processo fisiologico indispensabile per la loro longevità e per il corretto metabolismo. Con l’arrivo dell’autunno e l’abbassarsi delle temperature, le tartarughe rallentano i movimenti e cercano d’interrarsi spontaneamente. Se gli animali vivono all’esterno, dobbiamo assicurarci che il luogo scelto per il riposo sia ben protetto dai gelate intense (mantenendo la temperatura ideale tra i 4°C e gli 8°C), coprendo la zona con materiali naturali e isolanti come foglie secche, corteccia e paglia.
Alimentazione corretta
Le testuggini di terra sono rigorosamente erbivore e la loro dieta deve rispecchiare quello che troverebbero in natura:
-
Cosa dare da mangiare: Spazio libero alle erbe di campo fresche e ricche di fibra, come tarassaco, piantaggine, trifoglio, cicoria ed erbe spontanee. È fondamentale lasciare sempre a disposizione un osso di seppia, da cui attingeranno spontaneamente il calcio necessario per mantenere il carapace solido e sano.
-
Cosa evitare del tutto: Bisogna assolutamente evitare carne macinata, formaggi e derivati del latte, pane, crocchette per cani o gatti e un eccesso di frutta fresca (che provoca dolorose fermentazioni e problemi intestinali).
Tartarughe d’acqua dolce
Quando si osservano le tartarughine d’acqua nuotare con tanta energia, è facile lasciarsi conquistare. Purtroppo, per molto tempo si è diffusa l’abitudine errata di ospitarle nelle famose vaschette di plastica con la palmetta finta al centro. Si tratta di una sistemazione del tutto inadeguata, priva dello spazio necessario per il nuoto e dell’attrezzatura di base, che porta purtroppo all’indebolimento e alla sofferenza del piccolo animale.

Normativa sulle specie esotiche (Trachemys)
La nota “tartaruga dalle orecchie rosse o gialle” (Trachemys scripta, in passato identificata anche come Pseudemys) è stata inserita a livello europeo nell’elenco delle Specie Esotiche Invasive.
-
In tutta l’Unione Europea ne sono vietati la vendita, il commercio, la riproduzione e l’abbandono in natura, poiché l’immissione nei nostri fiumi danneggia gravemente la fauna locale.
-
Chi possiede già un esemplare acquistato in passato ha l’obbligo di custodirlo responsabilmente fino al termine della sua vita, adottando tutte le cautele per evitarne la riproduzione o la fuga accidentale.
Come allestire un acquaterrario moderno
Per regalare alle tartarughe d’acqua un ambiente accogliente, vivo e stimolante serve un vero e proprio acquaterrario ben strutturato:
-
Zona emersa asciutta: Una piattaforma o un tronco stabile su cui le tartarughe possano arrampicarsi ed uscire completamente dall’acqua, asciugando guscio e pelle.
-
Illuminazione e riscaldamento: La zona emersa deve essere trasformata in un vero “punto sole”. Sopra di essa va posizionata una lampada spot riscaldante affiancata da una lampada UVB (5% o 10%), indispensabile per consentire la sintesi della vitamina D3 e il corretto fissaggio del calcio sul guscio.
-
Filtro e termostato: L’acqua deve mantenersi limpida e igienica grazie a un filtro ben proporzionato, e deve essere riscaldata attorno ai 22°C–24°C tramite un riscaldatore per acquari, ricordandosi di utilizzare sempre acqua precedentemente decantata per eliminare le tracce di cloro.
Perché scegliere una soluzione componibile per l’acquaterrario
Quando si decide di accogliere una tartaruga d’acqua, la tentazione di acquistare un “kit completo” economico in plastica è molto forte. Tuttavia, queste vaschette preassemblate si rivelano quasi sempre troppo piccole nel giro di pochi mesi e non garantiscono gli standard necessari di igiene e termoregolazione.
Per garantire il reale benessere dell’animale ed evitare di dover ricomprare tutto a distanza di poco tempo, la scelta migliore è creare una soluzione componibile su misura:
-
Vasca in vetro capiente: Un acquario o vasca in vetro opaco o trasparente (almeno 60-80 cm per un esemplare giovane) offre il giusto volume d’acqua, regalando al rettile il piacere di nuotare liberamente e garantendo una temperatura dell’acqua molto più stabile.
-
Filtro esterno ad alta portata: Le tartarughe sono animali vivaci e sporcano molto più dei pesci; un buon filtro esterno ben dimensionato mantiene l’acqua pulita e riduce la necessità di continui e stressanti cambi totali.
-
Zona emersa e illuminazione dedicata: La zona emersa deve essere completamente asciutta, facile da raggiungere e posizionata sotto una fonte d’illuminazione idonea. Per evitare di acquistare pezzi separati e rischiare di sbagliare potenza, una delle opzioni più pratiche e complete attualmente disponibili è questa lampada riscaldante a doppia testa con clip e lampadine UVA/UVB già incluse, dotata anche di temporizzatore integrato per regolare automaticamente le ore di luce e calore quotidiane.
Alimentazione delle tartarughe d’acqua
-
Dieta bilanciata: Le tartarughe d’acqua sono prevalentemente carnivore o onnivore a seconda dell’età. La loro alimentazione ideale comprende pesce fresco o decongelato di piccola taglia (come i latterini interi, ricchi di spine e calcio), piccoli insetti da allevamento, tarme della farina, fino a qualche foglia di radicchio o pianta acquatica per le specie adulte.
-
Cosa evitare: Bisogna assolutamente evitare di alimentarle esclusivamente con i gamberetti essiccati commerciali (gammarus). Essendo del tutto privi di vitamine essenziali, un’alimentazione basata unicamente su di essi è la causa principale di cecità, indebolimento e rammollimento del guscio nelle tartarughine.
Approfondimenti per un habitat perfetto
Creare un ambiente equilibrato, naturale ed esteticamente piacevole richiede attenzione non solo alle esigenze dei nostri piccoli ospiti, ma anche alla scelta degli elementi naturali e alla gestione del microclima interno.
-Se desideri scoprire come ricreare un vero e proprio ecosistema in miniatura e selezionare le specie vegetali più adatte per contenitori chiusi o trasparenti, consulta la nostra guida pratica su come coltivare le piante in vetro e creare un terrario.
-Leggi anche la nostra guida completa all’allestimento del terrario per rettili e anfibi.
Per verificare la normativa aggiornata sulla tutela della fauna e le disposizioni CITES, puoi consultare la sezione CITES e biodiversità sul sito del Ministero dell’Ambiente.




Il mistero del London Eye Riassunto e Commento