Natura morta con figura in gesso (Amorino) di Paul Cézanne: Analisi completa
Natura morta con figura in gesso di Paul Cézanne rappresenta uno dei vertici della ricerca dell’artista, oggi considerato il padre del Post-impressionismo. L’opera, nota anche con il titolo originale francese Nature morte au plâtre o come Natura morta con amorino (o con Cupido), fu realizzata intorno al 1894 ed è un esempio magistrale di come il pittore sapesse trasformare oggetti quotidiani in un’architettura di volumi.
Cézanne (1839-1906) trascorse buona parte della sua vita nei dintorni di Parigi, dove si trasferì per la prima volta nel 1861. Grazie all’incontro con Pissarro, iniziò a praticare la pittura dal vivo, evolvendo verso uno stile che cercava di superare l’immediatezza impressionista per raggiungere un senso di stabilità e una sintesi geometrica delle forme.
Analisi dell’opera
In questa celebre natura morta, Paul Cézanne lavora in modo veloce e sicuro, nonostante la sua nota meticolosità. L’artista si posiziona molto vicino al soggetto, come suggeriscono il punto di vista dall’alto e le proporzioni della statuetta in gesso (un calco dell’Amorino attribuito a Pierre Puget che il pittore teneva nel suo studio).
Per gestire questa composizione spazialmente complessa, Cézanne utilizzò soluzioni innovative per l’epoca:
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Lo spazio pittorico: La parete sinistra è rivestita da tele che guidano l’occhio dello spettatore all’interno della scena, creando un gioco di “quadro nel quadro”.
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La profondità: La mela sullo sfondo, dipinta della stessa dimensione di quelle in primo piano, interrompe volutamente il senso di profondità per riaffermare la bidimensionalità della superficie pittorica.
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Il piano inclinato: Questi due effetti si alternano costantemente; il pavimento sembra sollevarsi e cambiare inclinazione per assecondare la disposizione degli oggetti.
Il dettaglio e la resa dei volumi

In questo particolare del piede dell’amorino, è possibile osservare la tipica scomposizione dei volumi di Cézanne. L’artista non si limita a copiare il gesso, ma utilizza i contrasti tra le tonalità e la varietà delle pennellate per “costruire” l’oggetto nello spazio. Questo approccio metodico conferisce ai suoi dipinti quel senso di solidità e monumentalità che li rende unici e ancora oggi studiati da artisti e storici dell’arte.
La pennellata “costruttiva” di Cézanne
Cézanne sviluppa una pennellata “costruttiva” per creare solidità strutturale, utilizzando tocchi di colore separati e paralleli, spesso disposti in diagonale. A questo scopo sceglie spesso una luce neutra o radente, che dona alle composizioni una calma solenne.
I fondi chiari restano a tratti visibili tra le pennellate, creando punti di luce naturale e mettendo in evidenza le tinte più fredde. Nelle opere della maturità, l’artista usa velature sottili e trasparenti, incorporando la lezione appresa dai suoi esperimenti con l’acquerello. Per contrasto, modella le forme usando i colori freddi (specialmente il blu) per le ombre e i colori caldi (rosa, rossi e gialli) per le zone in rilievo. Con il colore più denso segue il contorno delle forme, mentre usa applicazioni più diluite per definirne la massa interna.
Quest’opera è conservata alla Courtauld Gallery di Londra.
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- AA.VV., Scuola di Pittura, Roma, Armando Curcio Editore.
- The Courtauld Gallery, Still Life with Plaster Cupid (c. 1894), Londra, Catalogo online ufficiale.



