Monte Everest: riassunto semplice di geografia per le scuole elementari e medie

L’Everest è la montagna più alta della Terra e si trova nella maestosa catena dell’Himalaya, proprio lungo il confine tra il Nepal e la Cina (nella regione del Tibet). Per gli studenti che studiano la geografia, rappresenta uno degli ambienti naturali più affascinanti e doppiamente estremi del nostro pianeta.

In questo riassunto scopriamo insieme come è fatto il Monte Everest, qual è la sua altezza precisa, quali leggende lo circondano e come l’uomo è riuscito a conquistare la sua vetta.

Le caratteristiche del Monte Everest

Osservando il Monte Everest da lontano, la sua forma assomiglia a quella di una gigantesca piramide a tre facce, le cui pareti sono separate da creste affilate e perennemente coperte di ghiaccio e neve.

Per molti secoli gli europei non hanno conosciuto l’esistenza o l’altezza esatta di questa cima eccezionale. Fu soltanto nel 1852 che i rilievi geografici condotti dagli inglesi rivelarono che si trattava del punto più alto del pianeta. Nel 1865 la montagna prese ufficialmente il nome di Everest in onore di Sir George Everest, che era stato il responsabile del servizio topografico britannico in India.

Tuttavia, le popolazioni locali avevano già da tempo dei nomi molto speciali e ricchi di significato per questa montagna. In Tibet, infatti, viene chiamata Chomo Lungma, che significa “Dea Madre del mondo”, mentre in Nepal è conosciuta con il nome di Sagarmatha, che vuol dire “Madre del cielo”. Per scalare questo gigante esistono due vie principali: la via a Sud-Est, che parte dal Nepal, e la via a Nord-Est, che sale dal versante tibetano.

Quanto è alto l’Everest?

Misurare l’altezza esatta dell’Everest è stata una vera e propria sfida scientifica durata più di un secolo. In passato, a causa della rifrazione della luce nell’aria e delle condizioni atmosferiche estreme, i vari strumenti fornivano risultati differenti, oscillando tra gli 8.836 e gli 8.884 metri.

A dicembre del 2020, dopo un lungo lavoro sul campo condotto insieme da esperti nepalesi e cinesi, è stata annunciata l’altezza ufficiale e definitiva: il Monte Everest è alto 8.848,86 metri sul livello del mare.

Il meteo e le difficoltà della scalata

Scalare l’Everest è un’avventura estremamente pericolosa a causa del suo clima rigido e imprevedibile, dominato da due stagioni principali:

  • Da novembre a marzo: Sulla cima soffiano venti gelidi e fortissimi che possono superare i 150 km/h.

  • Da maggio a ottobre: Arriva la stagione del monsone, un vento caldo e umido che porta abbondanti nevicate, rendendo il terreno scivoloso e aumentando il pericolo di valanghe.

Per questo motivo, gli alpinisti possono tentare la salita solo durante brevissimi periodi dell’anno (chiamati “finestre meteo”), solitamente nel mese di maggio, quando il tempo è più stabile.

La leggenda della Dea Madre e la scomparsa di Mallory

Ai piedi della montagna, a ben 5.000 metri di altitudine, sorge il monastero di Rongbuk, uno dei luoghi di culto più alti al mondo. Qui vivono i monaci tibetani che da sempre considerano la montagna un luogo sacro.

Secondo un’antica leggenda locale, il re dei Supkas (delle creature fantastiche che abiterebbero le vette) tormenta la “Dea Madre” salendo spesso sulla cima e scatenando improvvise bufere.

Questa fama misteriosa aumentò nel 1924, quando l’alpinista inglese George Mallory scomparve tra le nebbie a pochi metri dalla cima durante un tentativo di scalata. Oggi sappiamo che oltre gli 8.000 metri la scarsezza di ossigeno rallenta le capacità mentali e causa allucinazioni, rendendo l’impresa un vero test di sopravvivenza.

La prima conquista della vetta: 1953

Dopo oltre un secolo di tentativi e fallimenti, la cima dell’Everest fu finalmente conquistata il 29 maggio 1953. I primi due uomini a riuscire nell’impresa e a camminare sul punto più alto della Terra furono:

  • Edmund Hillary, un alpinista neozelandese.

  • Tenzing Norgay, uno sherpa nepalese.

Non solo i primi: le grandi spedizioni femminili

Dopo l’impresa storica di Hillary e Norgay, molti altri alpinisti hanno sfidato la montagna più alta del mondo. Come si vede nella foto, anche le donne hanno scritto pagine importanti sull’Everest: un esempio è l’alpinista spagnola Lina Quesada, che ha conquistato la vetta nel 2008 durante le sue straordinarie spedizioni sulle cime più alte di tutti i continenti.

Ritratto dell'alpinista Lina Quesada sulla cima del Monte Everest, nel giorno della sua conquista.
L’alpinista Lina Quesada sulla vetta del Monte Everest il 21 maggio 2008, durante la sua storica spedizione (Foto: Catalina Quesada Castro / CC BY-SA 4.0).

Curiosità utili per la ricerca scolastica

  • Chi sono gli Sherpa? Gli Sherpa sono una popolazione che vive nelle vallate ad alta quota dell’Himalaya. Grazie alla loro straordinaria resistenza e alla perfetta conoscenza del territorio, svolgono il ruolo insostituibile di guide e portatori per tutte le spedizioni alpinistiche.

  • Che cos’è la “Zona della Morte”? Viene chiamata così la fascia di montagna situata sopra gli 8.000 metri di altitudine. A quest’altezza l’aria contiene pochissimo ossigeno, ed è quasi impossibile sopravvivere a lungo senza l’aiuto delle bombole.

Domande frequenti sul Monte Everest (FAQ)

  • In che paese si trova l’Everest?

    Il Monte Everest si trova in Asia, lungo il confine tra il Nepal e la Cina (nella regione autonoma del Tibet).

  • Quanto costa salire sull’Everest?

    È una spedizione costosissima: in totale può costare tra i 35.000 e i 100.000 euro per persona. Il solo permesso rilasciato dal governo nepalese costa circa 15.000 dollari, a cui bisogna aggiungere le spese per le guide Sherpa, la strumentazione, il cibo e le bombole d’ossigeno.

  • Cosa succede al corpo umano a 8.000 metri?

    A questa altitudine si entra nella cosiddetta “Zona della Morte”. Il corpo umano soffre per la fortissima mancanza di ossigeno: la mente si rallenta, la stanchezza diventa estrema e possono verificarsi allucinazioni, mal di montagna forte o congelamenti. Senza bombole d’ossigeno o un adeguato acclimatamento non si può sopravvivere a lungo.

  • Quanti gradi ci sono sull’Everest?

    Fa freddissimo tutto l’anno! Sulla cima la temperatura media nel mese più “caldo” (luglio) è di circa -19 °C, mentre d’inverno le temperature scendono mediamente fino a -36 °C, toccando picchi estremi di -60 °C. A tutto questo si aggiunge un vento gelido che rende il freddo ancora più insopportabile.

Oltre l’Everest: quali sono le altre montagne più alte della Terra?

L’Everest non è l’unico colosso del nostro pianeta. Nel mondo esistono 14 montagne che superano gli 8.000 metri di altitudine, chiamate appunto “gli Ottomila”, e si trovano tutte tra le catene dell’Himalaya e del Karakoram, in Asia.

Le prime cinque vette più alte del mondo in ordine decrescente sono:

  1. Monte Everest (8.848 m) – Al confine tra Nepal e Cina (Tibet).

  2. K2 (8.611 m) – Situato tra Pakistan e Cina, è la seconda montagna più alta ma è considerata dagli alpinisti la più difficile e pericolosa da scalare.

  3. Kangchenjunga (8.586 m) – Al confine tra India e Nepal, è la montagna più alta dell’India.

  4. Lhotse (8.516 m) – Si trova proprio accanto all’Everest, a cui è collegato da un valico ad altissima quota.

  5. Makalu (8.485 m) – Famoso per la sua caratteristica forma a piramide dai quattro lati quasi perfetti.


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Approfondimenti utili per la ricerca

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