opere d'arte famose

Rembrandt-Il bue macellato-I sindaci dell’arte della lana

Rembrandt van Rijn-Il bue macellato-I sindaci dell’arte della lana

Analisi e spiegazione

Rembrandt

Rembrandt è considerato uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. Nato a Leida nel 1606, frequentò per poco tempo l’università di quella città, prima del lavoro come apprendista presso lo studio di J. Swanenburch, un’artista da poco tornato dall’Italia. Nel 1624 Rembrandt si trasferì ad Amsterdam dove lavorò per sei mesi con il pittore Pieter Lastman. Un anno dopo tornò a Leida dove aprì uno studio privato. Qui, negli anni tra il 1625 e il 1631, dipinse maggiormente temi storici e religiosi. Il ritorno ad Amsterdam lo vide artista oramai maturo.

 Stile e tecnica 

Rembrandt lavorava su uno sfondo marrone, dal quale faceva emergere le forme, dallo scuro al chiaro. Il suo stile era dinamico e certamente non convenzionale, tanto che alcuni suoi contemporanei, consideravano i suoi quadri, incompiuti. Malgrado le innovazioni Rembrandt divenne presto un pittore di fama internazionale e tranne che per alcune battute di arresto, i suoi quadri erano richiesti e ben pagati. Negli anni, nei suoi lavori, si nota sempre più  riflessione e più attenzione alla vita interiore e al carattere dei soggetti piuttosto che all’esteriorità. Gli ultimi quadri  hanno evidenti note drammatiche. Questo può essere messo in relazione con il fallimento economico che l’artista ebbe nel 1656 e con i gravi lutti  familiari che lo colpirono, quello della moglie Saskia  nel 1642, della nuova compagna e governante Hendrickje  nel 1663 e dell’amato figlio Tito nel 1668. Rembrandt morì nel 1669.

 

Rembrandt-opere- immagini
Rembrandt van Rijn – Il bue macellato

Il bue macellato

Sono due le versioni di questo quadro. Uno misura 73 x 52, è la più piccola delle due versioni (nella foto) ed è conservato presso l’art Gallery and Museum di Glasgow, in Scozia, L’altra versione, leggermente più larga (94 x 67), è conservata al Louvre ed è datata 1656. Ambedue i quadri risalgono allo stesso periodo, ovvero agli ultimi 20 anni di vita di Rembrandt, periodo in cui sembra che le sofferenze subite, abbiano aumentato la sua sensibilità di artista. In questo quadro, un’immagine di per sé brutta è stata resa piena di significato.

 

 

 

Rembrandt opere

 

Nel dettaglio si possono osservare le zone di impasto denso che Rembrandt modellava anche col manico del pennello, e che contravvenivano alle abitudini dei pittori olandesi che prediligevano dipingere superfici lisce e omogenee.

 

 

 

 

Rembrandt, opere

 

Rembrandt era un maestro del pennello e, all’inizio della sua carriera, seppe ben sfruttare la potenzialità della pittura ad olio. In questo quadro ha usato il chiaroscuro per aumentare la tensione dell’immagine che risulta piena di emotività.

 

 

 

 

 

L’iniziale favore del pubblico verso le opere di Rembrandt scemò, verso metà della carriera, a motivo della vivacità e del dinamismo dei suoi quadri. Quadri commissionati per essere semplici ritratti di gruppo, erano infatti trasformati dal genio dell’artista in scene ricche e movimentate da contrasti di ombre e luci. Sono di questo periodo opere come: « La ronda di notte» e « La compagnia di arcibugieri del capitano Frans Banning».  Questo periodo di rifiuto da parte della borghesia olandese, abituata a composizioni più tranquille, risale al 1942, anno della morte della moglie dell’artista e del suo tracollo finanziario. Nel periodo seguente l’arte di Rembrandt, apparve come liberata  dell’esteriorità e protesa a cogliere le sfumature dell’animo. Di questo periodo sono il ritratto di Hendrickje Stoffels, quello del figlio Tito e numerosi autoritratti.

I sindaci dell’arte della lana

(immagine in copertina)

Il quadro gli fu commissionato nel 1662, dai fabbricanti di stoffe di Amsterdam ed ebbe subito successo.

Il cambio nello stile e la maestria nel cogliere i personaggi in azione pur mettendoli in posa, si notano in quest’opera dalla composizione molto naturale, che ha unità cromatica e spaziale ed è ottenuta con i mezzi sobri, sperimentati dall’artista nei lunghi anni di crisi.

di:  A scuola di pittura: idee, tecniche, materiali, grandi opere.

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