Trovare il vino locale genuino

qualità e genuinità del vino come si riconosce

qualità e genuinità del vino come si riconosce

Il vino nella zona di origine.

Per riconoscere un vino genuino e di qualità, non basta leggere l’etichetta. Acquistarlo nella sua  zona di origine è un sistema più sicuro e spesso chi viaggia, non si lascia scappare questa opportunità. Per essere indirizzati ai produttori, ci si può rivolgere alle autorità del paese.

 

Le prove per accertare la qualità del vino:

Ma se vogliamo anche essere in grado di accertarci personalmente della qualità del vino, ecco come eseguire delle prove:

  • versare un po’ di vino in un bicchiere, alla superficie si formeranno delle bollicine. Se le bollicine affiorano su tutta la superficie liquida è buon segno, il vino è molto probabilmente fatto di buona uva. Quando invece le bollicine affiorano solo ai margini del bicchiere, il vino è artefatto, poco o molto.
  • Il vino vecchio deve formare una schiuma bianca, il vino giovane ne forma una rossa
  • Quando la schiuma è bluastra il vino è “tagliato,”cioè è stato unito ad altro vino con molto pigmento violaceo.
  • La schiuma del vino deve essere brillante, se è opaca denota che il vino è almeno in parte difettoso.
  • Se poi la schiuma persiste a lungo sull’orlo del bicchiere, è la prova che il vino è soggetto a fermentazione tartarica, cioè ammalato.
  • Esaminare poi la brillantezza del vino, se è limpido si nota subito, perché è brillante e invitante alla degustazione se, al contrario versandolo nel bicchiere, si notano riflessi di vari colori, simili a oleosità, il vino non è sano.
  • Esaminare il colore: per i vini bianchi il colore verdognolo chiaro e il giallo paglierino danno perfetto affidamento, mentre il giallo rossastro e il giallo bruno denotano un vino maderizzato oppure ossidato. Per i rossi i colori variano dal ciliegia al rosso pallido (tipo Chiaretto) al rubino (come il Chianti classico) al granata (tipico del Barbera). Se il colore tende al bluastro o al violaceo significa che il vino manca di acidità o è fatturato. Il rosso giallastro è tipico del vino troppo vecchio.
  • La prova all’olfatto. Molta importanza ha l’olfatto per la conoscenza e l’analisi dei vini: si versa il vino in un bicchiere riempiendolo solo a metà, in questo modo il bouquet del vino resta più raccolto e arriva più intenso. Tenendo il bicchiere a pieno palmo si scalda il vino col calore della mano, il caldo infatti fa sviluppare profumi e aromi, tipici dell’uva, che il vino ha assimilato, conservato e arricchito durante la sua metamorfosi. Anche i bianchi, quando vengono esaminati, debbono essere a solo un grado, perché il freddo copre tutti i difetti. Oltre all’odore dell’uva si avvertono, a seconda del vino, profumi di fragola, di lampone, di mandorla, di rosa, di viola, di pesca. Il vino nuovo, anche se pregiato, non ha aroma, ma solo cosiddetto odor di vino.
  • Per concludere il nostro esame sulla qualità del vino, da provetti assaggiatori, possiamo aggiungere una prova non molto elegante ma che rivela in pieno i pregi o i difetti del vino, ecco come si eseguirla: assorbire un sorso e agitarlo in bocca in modo da accrescerne il contatto con la lingua e col palato, quindi, portare un po’ la testa indietro e ricondurre il vino alla bocca (questo favorisce la scomposizione del vino). Una volta ricondotto il vino alla bocca, socchiudere le labbra e prendere un po’ d’aria, questa si caricherà dell’aroma del vino e lo espanderà al palato. S’intende che questa prova, fatta a tavola sarebbe di cattivo gusto, ma è indicata quando si deve scegliere un vino.

Torna a – tutti gli articoli – 

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *